Attivismo e informazioni · Ispirazione

Quello che i vegetariani non sanno

Ciao a tutti e bentornati sul mio blog! Oggi vi presento un articolo diverso dal solito, rivolto in modo particolare ai vegetariani. Ammiro molto chi compie questa scelta per ragioni di etica e compassione, ma credo che, proprio per le stesse ragioni che hanno spinto al cambiamento iniziale, questo stile di vita debba essere solo una fase di transizione verso il veganismo. A cosa mi riferisco? Sto parlando del fatto che, purtroppo, la violenza e la sofferenza che imponiamo agli animali non finisce una volta che scegliamo di diventare vegetariani, ma continua in modalità che spesso ci sono sconosciute.

Per questo motivo, ho deciso di scrivere questo articolo per rivolgermi a tutti coloro che hanno fatto la grande scelta di non consumare più cadaveri. Credo fermamente che siate tutti persone estremamente compassionevoli, e perciò vorrei portare alla vostra attenzione alcune informazioni.

  • Essere vegetariani non significa smettere di contribuire in qualunque modo alla morte di animali innocenti. Se consumate uova (anche biologiche, o da allevamento a terra) sostenete economicamente un settore che trita vivi i pulcini maschi appena nati. Se mangiate formaggi e bevete latte, contribuite a un’azienda che separa madre e figlio, sfruttando la prima come una macchina di produzione, e il secondo come un prodotto da vendere per la carne o la pelle. Se utilizzate prodotti testati sugli animali o contenenti prodotti derivati da loro, aumentate la domanda per articoli che vengono creati rendendo migliaia di animali cechi, menomati, desensibilizzati, e infine morti. Purtroppo per loro, essere vegetariani non significa eliminare crudeltà, violenza, sfruttamento e morte.

sfruttamento e uccisione animale

  • Lo sfruttamento animale va ben oltre la semplice scelta alimentare. C’è una grande diversità tra l’ammirabile decisione di non consumare cadaveri e quella di estendere il campo a qualunque prodotto che contenga derivati, ottenuti con la violenza e in modo assolutamente innaturale. Non significa che la scelta vegetariana sia inutile, ma semplicemente non del tutto coerente con il principio di non violenza su cui si basa.
  • Un’altra cosa che i vegetariani non sanno è che moltissimi alimenti che consumano senza problemi, non sono in realtà adatti nemmeno ad un’alimentazione vegetariana. Le caramelle e i dolci contenenti gelatina, per esempio, non sono altro che ossa, artigli e residui tritati. La maggior parte dei formaggi utilizza il caglio, estratto dallo stomaco dei vitelli; questo lo rende decisamente un prodotto non adatto ai vegetariani. Alcuni esempi sono il Parmigiano Reggiano, il Pecorino Romano e la mozzarella. Lo stesso ragionamento di utilizzo di “scarti” vale per un altro prodotto molto conosciuto: i marshmallow.

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  • Alcuni vegetariani sono però consapevoli di tutto ciò, ma non conoscono le alternative sul mercato. In questo caso, la mia risposta è molto semplice: se siete seriamente impegnati a farlo per le ragioni giuste, vi impegnerete anche a fare ricerche a riguardo, scoprendo cose nuove ed espandendo la vostra conoscenza in materia.
  • L’ultima cosa che i vegetariani non sanno (o non considerano) è che la loro scelta non è necessariamente sana. Mettendo da parte per un momento il lato etico e compassionevole, un’alimentazione priva di carne e pesce prevede comunque il consumo di prodotti animali ricchi di colesterolo e grassi saturi. Questi prodotti sono stati collegati scientificamente, più e più volte, alle principali cause di morte nella società contemporanea.

vegetariani o vegani

Per ora non ho altro da aggiungere, ma potrei sempre aggiornare l’articolo in futuro 😉 Mi auguro che i miei lettori vegetariani non si sentano offesi o sotto accusa, perché non ho assolutamente nulla contro di loro. La mia intenzione è semplicemente quella di informare, portando all’attenzione di tutti quei dettagli spesso ignorati, ma che possono fare la differenza. Nessuno di noi è perfetto e nessuno può evitare al 100% lo sfruttamento animale. Ma abbiamo la capacità di scegliere, abbiamo la possibilità di seguire la compassione innata che abbiamo tutti quanti. Non bisogna scegliere di non fare NULLA solo perché non si è in grado di fare TUTTO.

Fatemi sapere nei commenti che cosa ne pensate. A presto, goccioline! E ricordate che potete rispondere qui al questionario anonimo riguardante il blog, se non l’avete ancora fatto 🙂

Gocce di salute firma 2

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